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Una vita per le moto: come Giuseppe Visenzi ha creato il colosso di GIVI

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11
mar
2020

Tutti gli appassionati di due ruote, e non solo, certamente conoscono GIVI, ma non tutti conoscono la sua affascinante storia, e il come e il perché è nata. O meglio da chi è nata.
 
Il suo creatore, Giuseppe Visenzi, è riuscito a trasformare una passione in una delle più grandi aziende di accessori per moto, che conta sette filiali sparse in tutto il mondo. Recentemente il patron di GIVI è stato intervistato dalla rivista sportiva Slick Magazine proprio per raccontare l’incredibile storia della sua vita e della sua azienda.
 
Giuseppe Visenzi ha iniziato la sua carriera come pilota, presentandosi alle persone come “meccanico”, in un’epoca in cui era impensabile, per qualcuno che aveva pochi mezzi, poter vivere di sole corse. Partecipò alla sua prima corsa, una prova di campionato italiano a Modena, con una Laverda 75, ricevuta in prestito da un amico. La sua seconda moto, una Mondial, arrivò dopo non pochi sacrifici e nonostante i sui limiti competitivi, gli permise di partecipare alle successive gare. Ma fu con la sua terza moto, una Ducati, che arrivarono le tante soddisfazioni che lo consacrarono a campione del motociclismo.
 
Una sera, di ritorno da una corsa in Piemonte, frustrato dall’ennesimo guasto tecnico della sua Mondial, alle ore 23 si fermò da un privato per comprare la sua prima Ducati. Passò la stessa notte sveglio in officina per sistemarla in vista della gara successiva, ad una settimana di distanza e fu grazie a questa moto che iniziò la sua carriera da sogno, fatta di passione e gare motociclistiche, diventando un pilota di livello internazionale per 11 lunghi anni.
 
Nel 1969 poi il cambiamento: durante le prove per il Gran Premio in Finlandia, un brutto incidente gli causò la rottura del bacino e Visenzi si trovò costretto a rallentare la sua carriera da sogno. Dopo una lunga convalescenza, riprese le gare con il Mondiale 350 in Jugoslavia, ma la difficoltà nel reggere il peso della moto gli provocò un secondo incidente che lo spinse verso la chiusura definitiva della sua carriera portando a casa il terzo posto nel campionato mondiale della classe 350.
 
E fu così che nel 1970 si congedò dopo 11 anni di carriera come pilota e aprì il primo negozio a Brescia, una concessionaria di moto, che dieci anni dopo, quando Visenzi progetta il suo primo bauletto, si trasforma nella famosa GIVI che oggi conosciamo.
 
L’azienda nel 2018 ha compiuto quarant’anni, e nonostante sia da sempre legata al suo territorio di origine, Visenzi le ha conferito un carattere decisamente internazionale: pensata sin da subito per attività di esportazione, al giorno d’oggi conta filiali in tutti i continenti, arrivando a conquistare prima gli Stati uniti, poi il Sud America. Col nuovo millennio nuovi investimenti hanno coinvolto anche l’Asia, toccando le zone della Malesia, India, Cina e non solo.
 
Ovviamente per Visenzi la passione per le corse motociclistico che non è mai passata: così, negli anni, continuò a sostenere le squadre come sponsor, facendo comparire ancora oggi il marchio di GIVI sulle Honda del team LCR e sulle Ducati ufficiali della MotoGP.
 
Durante l’intervista due cose importanti sono emerse, leggendo gli occhi di Giuseppe Visenzi: Giuseppe non ricorda più quante corse ha vinto o perso e tutti i suoi posizionamenti, i ricordi che gli rimangono di quegli anni sono altri. Sono la nostalgia dei tempi in cui la sana rivalità in pista era accostata all’alto grado di solidarietà tra piloti, e la passione sia per le moto quanto per la vita e i sogni che queste gli hanno permesso di vivere.
 
Leggi l'intervista completa qui!
 
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